Approfondimento

  • Dagli inizi del 2008 la Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma (SSCOL) sta realizzando con proprie risorse il Progetto SITAR – Sistema Informativo Territoriale Archeologico di Roma, che si colloca tra le iniziative progettuali promosse dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) e dai suoi istituti territoriali, e orientate alla conoscenza, conservazione e valorizzazione del patrimonio informativo pubblico, al supporto della salvaguardia del patrimonio culturale materiale e immateriale, all’innovazione tecnologica degli istituti e dei loro strumenti di comunicazione e informazione pubblica.
    Il Progetto SITAR si innesta in questo filone di esperienze partendo dalle esigenze prioritarie di adeguamento tecnologico della Soprintendenza, abbinando ad esse, fin dalle prime fasi di implementazione, una visione allargata sul futuro di medio e lungo termine del suo percorso, già orientata alla realizzazione di una vera e propria piattaforma web dedicata all’Archeologia Pubblica di Roma e del suo territorio metropolitano.
    L’obiettivo primario, dunque, è quello di implementare e mantenere attivo e dinamico il primo Catasto archeologico digitale del territorio metropolitano di Roma, per poter attivare sulla base di esso nuovi servizi informativi pubblici riuniti, appunto, nella piattaforma webSITAR, e rivolti a numerose utenze di tipo specialistico e professionale (enti territoriali, amministrazioni pubbliche, settore della ricerca, università, settore dell’educazione, industrie culturali e creative, associazionismo culturale, cittadini, turisti).
    Tali nuovi servizi informativi vengono progettati e implementati anche a vantaggio dei processi della pianificazione urbanistica e territoriale condivisa con gli altri enti competenti e, più in generale, con tutti gli stakeholders dei settori dei beni culturali, del territorio e del paesaggio.

  • L’architettura logica del SITAR, già illustrata nel dettaglio in altre sedi (Serlorenzi, 2011; Serlorenzi et al., 2011; 2012), si basa su quattro livelli informativi primari e su alcuni livelli interpretativi superiori, tuttora in corso di implementazione, che nel complesso rappresentano le seguenti classi di entità:

    – Origini dell’Informazione, ovvero le indagini archeologiche e geognostiche, studi territoriali e monografie di monumenti e complessi, interventi di restauro, etc.; le istanze di questa classe vengono denominate Origini dell’Informazione e forniscono un primo livello di metadatazione e di estensione semantica delle altre classi di contenuto archeologico, attraverso alcune informazioni essenziali di contestualizzazione amministrativa, scientifica e metodologica che consentono di effettuare analisi più approfondite dei dati archeologici puntuali e di attribuire pesi differenziati alle informazioni scientifiche in base, soprattutto, agli aspetti metodologici applicati in ogni singolo contesto di indagine;
    – Partizioni Archeologiche, ovvero le macro-evidenze archeologiche, identificate sempre in base al criterio binomiale di cronologia e funzionalità, e agli altri elementi descrittivi peculiari reperibili nella documentazione scientifica disponibile; le istanze di questa classe vengono denominate Partizioni Analitiche nel caso del sotto-insieme di istanze che rappresentano la scomposizione ragionata di ciascun monumento o complesso archeologico, in elementi tipologici convenzionali di carattere strutturale, cronologico e funzionale (ad es.: corpi di fabbrica, unità funzionali, fasi cronologiche, etc.);
    – Unità Archeologiche, ovvero i monumenti e complessi archeologici, identificati sulla base della ricomposizione logica dei frammenti di informazione archeologica disponibili per l’ambito spaziale e cronologico proprio di ciascun contesto topografico-archeologico che si possa considerare univoco (ad es. uno specifico edificio antico); le istanze di questa classe vengono denominate Unità Archeologiche e rappresentano, dunque, il risultato del processo di aggregazione interpretativa delle Partizioni Archeologiche che conduce all’identificazione univoca e alla descrizione dettagliata di ciascun monumento o complesso archeologico;
    – Unità Stratigrafiche, ovvero le singole entità archeologiche di limitata estensione spaziale, temporale e informativa, frutto del processo di analisi stratigrafica condotta in ciascun intervento di scavo archeologico o di analisi degli elevati strutturali storici e archeologici; le istanze di questa classe logica vengono definite secondo l’impianto concettuale ben noto e in uso da tempo in ambito archeologico, e rappresentano gli elementi informativi puntuali che, raggruppati secondo le proprie caratteristiche funzionale e cronologiche, costituiscono le singole Partizioni Archeologiche;
    – Dispositivi di Tutela, emessi a salvaguardia di complessi, siti e monumenti archeologici, monumentali e di contesti paesaggistici del territorio; i dataset di diretta pertinenza della SSCol sono quelli pertinenti alla tutela archeologica, mentre gli altri tematismi (ad esempio quello della tutela monumentale e di quella paesaggistica) sono desunti dagli archivi e/o dai sistemi informativi degli altri Istituti del MiBACT e degli enti locali;
    – c.d. “potenziali archeologici”, tematismi che derivano dall’unione, dall’integrazione logico-semantica, dall’interpretazione progressiva dei layers informativi di base e dal loro confronto con altri temi e dataset inter-disciplinari; tali classi informative, non rappresentate nel diagramma di fig.2, sono tuttora in corso di definizione e presentano un marcato orientamento verso le tematiche della pianificazione urbanistica e territoriale e della valorizzazione partecipata dei beni archeologici, ambiti nei quali si inizia a dare un peso opportuno alla redazione di cartografie tematiche, quali da ultimo le “carte delle potenzialità archeologiche” (Cavazza, 2014).
    Tutte le classi logiche descritte sono provviste di una rappresentazione spaziale di tipo multi-poligono 2D, in corso di aggiornamento con tipi geometrici 3D, offerti sia da PostgreSQL che da paradigmi paralleli agli RDBMS e più performanti quali ad esempio i modelli dati di tipo CityGML o similari (Scianna et al., 2008; Gröger et al., 2012). Sempre sul piano delle entità geometriche implementate, la classe delle Origini dell’Informazione dispone di una classe di supporto dedicata ai caposaldi topografici di appoggio impiegati in ciascuno scavo o ricerca sul campo, e le due classi delle Partizioni e delle Unità Archeologiche possiedono una loro classe di supporto dedicata all’archiviazione dei punti quota (x, y, z, nome punto) che ne descrivono nel dettaglio lo sviluppo plano-altimetrico in valori assoluti in metri s.l.m.

  • Il nucleo dell’infrastruttura dati è rappresentato dal GeoDatabase SITAR, una struttura logica e fisica implementata secondo lo standard RDBMS offerto da PostgreSQL, un paradigma de facto nel settore dei database relazionali open source, integrato con le estensioni spaziali di PostGIS, anch’esso paradigma di riferimento nel settore delle banche dati di tipo geo-topografico.
    Il GeoDB SITAR rappresenta l’architettura logica che rispecchia il modello concettuale e il modello dati messi progressivamente a punto per l’archiviazione, la gestione e la multirappresentazione della conoscenza archeologica di Roma e dei dati relativi alla tutela del patrimonio monumentale diffuso. Il modello concettuale e logico è articolato in alcune classi principali che afferiscono alla sezione archeologica della banca dati SITAR (indagini, scavi, ricerche, studi monografici, etc.; evidenze archeologiche puntuali; monumenti e siti complessi; e relative documentazioni digitali) e alla sezione tutela dedicata ai dispositivi giuridici, alle pratiche di tutela, ai beni tutelati e alle proprietà immobiliari pubbliche/private coinvolte nelle procedure amministrative, e relative documentazioni digitali.
    Fin dalla prima versione, oltre alle necessarie relazioni interne tra le classi logiche proprie del SITAR, nel GeoDB sono state contemplate alcune tabelle e chiavi di collegamento esterno verso gli altri archivi digitali e banche dati della SSCol, aprendo così la prospettiva ad ogni forma di interoperabilità della piattaforma webSITAR rispetto a tali basi di dati (ad es. il DB Niobe – schede RA del Museo Nazionale Romano; la banca dati iconografica FotoSAR; l’archivio storico; l’archivio amministrativo; etc.), tanto nella forma dell’integrazione nel GeoDB di estensioni del modello dati (di fatto, un open schema), quanto in quella di una vera e propria interoperabilità tecnica e semantica tra diversi RDBMS e architetture logiche. Ciò vale, con le dovute ulteriori estensioni, anche nel caso di altri sistemi e basi di dati esterni alla SSCol, sia del MiBACT (ad es. ESPI – Protocollo informatico; SigecWEB ICCD; Vincoli in Rete; etc.), sia di altre Istituzioni culturali ed Enti locali.
    Intorno al nucleo del GeoDB SITAR, installato al momento ancora su un unico server presso il CED della SSCol a Palazzo Massimo, si sta sviluppando un eco-sistema di applicazioni per la gestione e la multi-rappresentazione delle informazioni scientifiche ed amministrative. L’orientamento ha previsto fin da subito lo sviluppo ad hoc di soluzioni open source implementate nel rispetto delle esigenze procedurali e gestionali specifiche del Progetto SITAR e dei flussi di lavoro e di dati ad esso correlati.
    Per tutte le applicazioni web SITAR, è già stata contemplata anche l’integrazione della policy di autenticazione degli utenti offerta dalla federazione IDEM – IDentity Management (www.idem.garr.it/), una costellazione di Identity Providers istituzionali (Istituti MiBACT, Istituzioni culturali, Università, Enti di Ricerca, Enti locali) supportata in Italia dal Consortium GARR (cfr. paragrafo successivo), che condivide paradigmi e sistemi di identificazione digitale dei propri utenti in ruolo nelle rispettive organizzazioni funzionali; IDEM rappresenta in tal senso un’opportunità di ampliare la visibilità di ciascuna risorsa applicativa federata e la sicurezza che ciascun utente esterno rispetto al sistema informativo della SSCol venga univocamente identificato e presentato digitalmente solo per il tramite della propria istituzione di afferenza e solo in base a tale riconoscibilità egli venga autorizzato ad accedere la risorsa applicativa pubblica; l’autorizzazione e i permessi correlati attribuiti a ciascun utente, restano invece del tutto interni a ciascun sistema, nel rispetto delle proprie policy di accesso ed utilizzo di strumenti e basi di dati. Dal punto di vista dell’utente interno alla SSCol, il vantaggio è evidentemente quello di poter fruire di altrettante risorse applicative che le altre Istituzioni afferenti alla federazione IDEM mettono a disposizione, prime fra tutti i repositories Open Access di letteratura scientifica e le Digital Libraries.

  • Le esigenze tecniche correlate allo sviluppo del Progetto SITAR hanno posto in evidenza fin dall’inizio la necessità di dotare la SSCol di un’infrastruttura hardware e di rete adeguata a supportare l’implementazione della banca dati SITAR, la messa in produzione delle applicazioni web e l’erogazione graduale dei nuovi servizi informativi pubblici. Il tutto anche nella considerazione che sul piano della prassi procedurale SITAR si va completando un passaggio importante che dall’utilizzo di strumenti di editing CAD e GIS di tipo desktop (ad es. Autocad Map 3D, Quantum GIS, ArcGIS, etc.) sta portando all’integrazione nelle applicazioni web SITAR delle principali funzioni di gestione dei dati, quali, oltre alla modifica dei record schedografici, l’editing delle entità geo-topografiche e prossimamente la georeferenziazione di risorse raster (elaborati documentali d’archivio, immagini fotografiche, ortofoto, etc.), ed anche l’analisi avanzata dei dati. Tale approccio si riflette difatti anzitutto sui flussi di dati che attraverso la rete vengono scambiati tra i servers SITAR e i web clients impiegati sulle workstations degli utenti interni e remoti.
    Dal punto di vista dell’architettura hardware, si è passati dal pool di servers fisici fin qui dedicati alla piattaforma webSITAR e collocati presso il CED della SSCol a Palazzo Massimo, ad una infrastruttura dedicata in corso di implementazione grazie ad un apposito accordo tra la SSCol e il Consortium GARR (www.garr.it/), l’ente consortile pubblico partecipato da MIUR, CNR, ENEA, CRUI, INFN, che in Italia gestisce la Rete della Ricerca ad alta velocità e capacità ed i servizi connessi, dedicati a Istituzioni culturali – tra cui Biblioteche centrali e Archivi di Stato, ICCU, e SSCol appunto -, MIUR, Ministero della Salute, Università e Enti di Ricerca, Enti locali e altri organismi pubblici. L’infrastruttura digitale in corso di sviluppo per il SITAR è composta da: 1) servers virtuali residenti su macchine fisiche del GARR e da esso gestite, sui quali verranno installate le nuove versioni di produzione delle applicazioni web del SITAR, di cui ai precedenti punti A-D; 2) repository per l’archiviazione del GeoDB SITAR e dei documenti digitali correlati con le classi logiche del sistema informativo della SSCol; 3) servizi di back-up e di data restore della base di dati e delle applicazioni web, con un sistema software dedicato specificamente sviluppato dal GARR per la SSCol.
    Le scelte operate, invece, per gli aspetti di networking si sono orientate fin dalle prime fasi di sviluppo del Progetto SITAR verso la già menzionata Rete GARR, soprattutto in considerazione di alcuni limiti oggettivi dell’infrastruttura di connessione offerta dal sistema SPC cui aderisce anche il MIBACT, che purtroppo è ancora oggi condizionato da scarsa disponibilità di circuiti in fibra ottica a buon mercato e specie in zone nevralgiche del centro storico quali quelle in cui ricadono le sedi istituzionali della SSCol. Nel 2011, al fine di poter connettere ad internet anzitutto la sede di Palazzo Massimo e il CED, con livelli prestazionali ottimali tali da permettere la diffusione e l’uso delle applicazioni e dei servizi della piattaforma webSITAR, il GARR ha elaborato uno studio di fattibilità, che ha condotto a maggio del 2013 alla piena connessione della sede centrale della SSCol alla Rete GARR, dunque all’intera comunità di utenze istituzionali sopra menzionate e in generale all’internet globale. Tale connessione si avvale oggi di una doppia via che rilega Palazzo Massimo ai due punti di connessione GARR ubicati in via dei Tizii (sede centrale GARR) e presso il POP “Sapienza” di Roma, con circuiti dedicati (senza alcun traffico dati di tipo commerciale, dunque) distinti anche come percorso sotteraneo cittadino per ragioni di sicurezza e resilienza della rete, e strutturati su fibra ottica della capacità attuale di 100 Mbit/sec, ma praticamente espandibile ad libitum in base a nuovi accordi con il GARR. Da tale esperienza pilota, ne è disceso nel corso del 2014 l’ampliamento delle connessioni in fibra ottica dedicata e ridondante, a tutte le principali sedi SSCol del Centro storico di Roma, tra cui Palatino – Foro Romano – Colosseo, Palazzo Altemps, Terme di Diocleziano, Crypta Balbi.

  • Durante i primi sette anni di sviluppo del Progetto SITAR, sono state poste le basi per alcune importanti forme di cooperazione istituzionale, soprattutto al fine di poter meglio orientare le scelte metodologiche e tecnologiche sottese alla realizzazione del sistema informativo della SSCol e per ampliare il network di contatti nazionali ed esteri anche in vista a partecipazioni a bandi di finanziamento italiani ed europei, quali Horizon 2020 da ultimo.
    Le principali intese di collaborazione scientifica e tecnologica ad oggi formalizzate sono:
    > 2005 – Protocollo d’intesa tra la SSCol e la Sovraintendenza ai BB.CC. di Roma Capitale (prot°12203 del 18/07/2005), per l’interscambio dei dati archeologici territoriali e basi cartografiche di relativa competenza, al fine di allineare i rispettivi sistemi informativi, con modalità di aggiornamento periodico nelle more di poter attivare forme più avanzate di interoperabilità tecnologica;
    > 2008 – Accordo tra la SSCol e la Cattedra di Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Romana, Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università “Sapienza” di Roma (prot°12216 del 17/04/2008) per l’interscambio dei dati archeologici tra il SITAR e il Progetto “Atlante di Roma”, promosso dall’Ufficio del Commissario governativo per l’Area archeologica di Roma ed Ostia;
    > 2009 – Richiesta della SSBAR a Sovr.BBCC., Uni.Sapienza e Uni.RM3-DIPSU (prot°21382 del 27/07/2009) per la fornitura della base cartografica digitalizzata e georeferenziata del Catasto storico;
    > 2009 – Accordo tra la SSCol e la Sovraintendenza ai BB.CC. di Roma Capitale (prot°16870 del 17/08/2009) per il censimento delle aree archeologiche e monumentali di competenza giuridica della Soprintendenza archeologica e del Comune di Roma, promosso dall’Ufficio del Commissario governativo per l’Area archeologica di Roma ed Ostia;
    > 2009 – Protocollo d’intesa tra SSCol e Regione Lazio – Direzione Territorio e Urbanistica (prot°12004 del 06/11/2009) per l’interscambio dei dati e delle cartografie tematiche necessari alla redazione del Piano Territoriale Paesaggistico della Regione Lazio, elaborato nell’ambito delle specifiche competenze in materia di programmazione e progettazione territoriale, urbanistica e paesaggistica in collaborazione con le Soprintendenze del MiBACT e con gli altri Enti amministrativi locali;
    > 2012 – Protocollo d’intesa tra la SSCol, la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto e i Dipartimenti “TeSIS – Tempo, Spazio, Immagine, Società” e di Informatica dell’Università di Verona, per la la realizzazione del SITAVR – Sistema Informativo Territoriale Archeologico di Verona e per l’attivazione di processi di sviluppo condiviso di metodi di archiviazione digitale delle conoscenze archeologiche relative al centro antico di Verona, e in parallelo di implementazione di soluzioni software open source e web based di tipo GIS/SIT e CMS dedicate all’Archeologia urbana e alla tutela territoriale;
    > 2013 – Convenzione Quadro trilaterale tra SSCol, Consortium GARR e ENEA, di durata triennale, volta a promuovere la sinergia dei tre Enti al fine di sostenere i processi e le attività di documentazione e di archiviazione digitale, di analisi e sviluppo di soluzioni web e open/free source di tipo GISSIT dedicate all’Archeologia urbana e territoriale;
    > 2014 – Integrazione dei dataset SSCol – SITAR nel Cooperation Agreement siglato dal MiBACT – ICCU con il Consorzio di Ricerca del Progetto europeo ARIADNE (FP7/2013-2017), per la condivisione di dati archeologici pubblici aperti;
    > 2015 – Lettera di intenti tra SSCol, CNR – Dipartimento Scienze Umane, Sociali e Patrimonio Archeologico, CNR – SPR Reti e Sistemi Informativi e CNR – SPR Gestione Documentale, per promuovere una più estesa e duratura cooperazione scientifica e tecnologica nella veste di una convenzione operativa che potrà essere definita nel più ampio contesto dell’Accordo Quadro tra il CNR e il MiBACT, e nello specifico per: a) lo sviluppo condiviso di un progetto pilota di digitalizzazione avanzata e di metadatazione del fondo archivistico del Museo Nazionale dell’Alto Medioevo (MAME) di Roma al fine della sua piena integrazione, da un lato, nel SITAR – Sistema Informativo Territoriale Archeologico di Roma e dall’altro nelle infrastrutture digitali di ricerca e nelle digital libraries, quali STDL del CNR; b) la pubblicazione costantemente condivisa dei dati scientifici e dei prodotti della ricerca conseguiti nell’ambito della collaborazione scientifica tra le Parti.
    > 2015 – Cooperation Agreement tra SSCol e Consorzio di Ricerca del Progetto europeo ARIADNE per l’ampliamento della collaborazione in seno al progetto stesso.
    Inoltre, dal 2012 la SSCol, attraverso il Progetto SITAR, ha attivato proficue attività di collaborazione con la Rivista scientifica e Journal Open Access “Archeologia e Calcolatori“, curata e edita dal CNR-ISMA, quale sede editoriale di alto profilo per la pubblicazione di volumi di atti di convegni e workshop archeologici e di tecnologie applicate, ospitati o partecipati dalla SSCol.
    Nel 2014, infine, la SSCol, sempre attraverso il Progetto SITAR, ha preso parte al Progetto europeo Digital Cultural Heritage – Roadmap for Preservation, coordinato per il MiBACT dall’ICCU e volto alla definizione di linee guida e di buone pratiche per la conservazione a lungo termine dei contenuti digitali relativi al Patrimonio Culturale nazionale ed europeo, basata sull’implementazione di infrastrutture digitali di ricerca, condivisione e fruizione della conoscenza scientifica.